08/12/2017

Reg UE 2229/2017 Livelli Massimi di Piombo, Mercurio, melammina e Decochinato

REGOLAMENTO (UE) 2017/2229 DELLA COMMISSIONE del 4 dicembre 2017 che modifica l'allegato I della direttiva 2002/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di piombo, mercurio, melamina e decochinato

29/11/2017

REG UE 2158/2017 ACRILAMMIDE IN ALIMENTI

Regolamento (UE) 2017/2158 della Commissione, del 20 novembre 2017, che istituisce misure di attenuazione e livelli di riferimento per la riduzione della presenza di acrilammide negli alimenti

Il regolamento istituisce misure di attenuazione e livelli di riferimento per la riduzione della presenza di acrilammide negli alimenti.

È opportuno ricordare che l'acrilammide, secondo la definizione del regolamento (CEE) n. 315/93, è un contaminante e, in quanto tale, costituisce un pericolo chimico nella catena alimentare. È un composto organico a basso peso molecolare, altamente solubile in acqua, che si forma a partire dai costituenti asparagina e zuccheri naturalmente presenti in determinati alimenti preparati a temperature normalmente superiori a 120 °C e con un basso grado di umidità. In particolar modo negli alimenti ricchi di carboidrati cotti al forno o fritti, costituiti da materie prime che contengono i suoi precursori, come i cereali, le patate e i chicchi di caffè.
Già la raccomandazione 2013/647/UE invitava le autorità competenti degli Stati membri ad effettuare indagini sui metodi di produzione e di trasformazione utilizzati dagli operatori del settore alimentare se il tenore di acrilammide rilevato in uno specifico prodotto alimentare fosse risultato superiore ai valori indicativi stabiliti nell'allegato di detta raccomandazione.
Ora, tenuto conto delle conclusioni dell'Autorità in merito agli effetti cancerogeni dell'acrilammide e in assenza di misure coerenti e obbligatorie che le imprese del settore alimentare devono applicare al fine di ridurre il tenore di acrilammide, è necessario garantire la sicurezza alimentare e ridurre la presenza di acrilammide nei prodotti alimentari costituiti da materie prime che contengono i suoi precursori stabilendo le opportune misure di attenuazione. Il tenore di acrilammide può essere ridotto adottando una strategia di attenuazione, ad esempio attuando buone pratiche in materia di igiene e applicando procedure basate sui principi dell'analisi dei pericoli e punti critici di controllo (procedure HACCP).
Le misure di attenuazione di cui al presente regolamento individuano, dunque, le fasi della trasformazione degli alimenti durante le quali potrebbe formarsi acrilammide e illustrano degli interventi atti a ridurre il tenore di acrilammide nei prodotti alimentari. Tali misure si fondano sulle attuali conoscenze scientifiche e tecniche e hanno dimostrato di poter ridurre il tenore di acrilammide senza compromettere la qualità del prodotto e la sua sicurezza per quanto riguarda la contaminazione microbica. Le suddette misure di attenuazione sono state stabilite in seguito ad un'ampia consultazione delle organizzazioni che rappresentano gli operatori del settore alimentare interessati, i consumatori e gli esperti delle autorità competenti degli Stati membri. Nel caso in cui fra le misure di attenuazione figuri l'uso di additivi alimentari e altre sostanze, gli additivi e le altre sostanze dovrebbero essere utilizzati in conformità della loro autorizzazione d'uso.
Infine si ricorda che i livelli di riferimento sono indicatori di risultati da utilizzare per verificare l'efficacia delle misure di attenuazione e si basano sull'esperienza e sull'occorrenza del contaminante in grandi categorie di alimenti. Essi dovrebbero essere fissati al livello più basso ragionevolmente raggiungibile con l'applicazione di tutte le misure di attenuazione pertinenti.
Gli operatori del settore alimentare che producono prodotti alimentari rientranti nel campo di applicazione del presente regolamento e che svolgono attività di vendita al dettaglio e/o riforniscono direttamente solo esercizi locali di vendita al dettaglio sono generalmente operatori su piccola scala. Di conseguenza le misure di attenuazione sono adattate alla natura della loro at

29/11/2017

Circolare n. 36275/2017 ADDITIVI CARNI

Circolare n. 36275/2017 - Chiarimenti in riferimento all'impiego del claim "senza additivi" nelle preparazioni a base di carni

03/11/2017

REG UE 2017/1980 METODO DETEMINAZIONE TOSSINE PSP

REGOLAMENTO (UE) 2017/1980 DELLA COMMISSIONE del 31 ottobre 2017 che modifica l'allegato III del regolamento (CE) n. 2074/2005 per quanto riguarda il metodo di determinazione delle tossine PSP.
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Esso si applica a decorrere dal 1 gennaio 2019.

03/11/2017

Reg UE 2017/1981 TEMPERATURA TRASPORTO CARNI

REGOLAMENTO (UE) 2017/1981 DELLA COMMISSIONE del 31 ottobre 2017 che modifica l'allegato III del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le condizioni di temperatura durante il trasporto di carni

03/11/2017

Etichettatura: Obbligo origine pomodoro per sughi, conserve e derivati

Con formale comunicazione ufficiale del 21 ottobre scorso, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato firmato il decreto interministeriale (Mipaaf e Mise) che prevede l'introduzione dell'obbligo di indicazione dell'origine del pomodoro per sughi, conserve e derivati. In via sperimentale, per due anni, l'etichetta dei barattoli di conserve, concentrati, sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro dovrà dunque contenere chiari riferimenti all'origine del pomodoro.
Il Mipaaf inoltre riferisce che dai dati emersi dalla consultazione pubblica avviata online sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, a cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini, risulterebbe che oltre l'82% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per i derivati del pomodoro.
Ecco le principali novità del decreto:
• Il provvedimento prevede che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia".
• Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.
I provvedimenti prevedono una fase per l'adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento completo delle etichette e confezioni già prodotte.
• Il decreto decadrà in caso di piena attuazione dell'art.26, par.3, del Regolamento (UE) n.1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l'applicazione all'adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.

19/10/2017

Dlgs 145/2017 ETICHETTATURA: Stabilimento di produzione

DECRETO LEGISLATIVO 15 settembre 2017, n. 145 Disciplina dell'indicazione obbligatoria nell'etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, ai sensi dell'articolo 5 della legge 12 agosto 2016 n. 170 - Legge di delegazione europea 2015.

Sulla GU 7 ottobre 2017, n. 235 è stato pubblicato il D. Lgs. 15 settembre 2017, n. 145 “Disciplina dell'indicazione obbligatoria nell'etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, ai sensi dell'articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 - Legge di delegazione europea 2015”.

Tale norma (art.1) reca disposizioni relative alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori conformemente al regolamento (UE) n. 1169/2011 a garanzia della corretta e completa informazione al consumatore e della rintracciabilità dell'alimento da parte degli organi di controllo, nonché per la tutela della salute.

I prodotti alimentari (art.3) preimballati destinati al consumatore finale o alle collettività devono riportare sul preimballaggio o su un'etichetta ad esso apposta l'indicazione della sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, fermo restando quanto disposto dagli articoli 9 e 10 del regolamento (UE) n. 1169/2011. Mentre i prodotti alimentari preimballati destinati alle collettività per essere preparati, trasformati, frazionati o tagliati, nonché i prodotti preimballati commercializzati in una fase precedente alla vendita al consumatore finale, possono riportare l'indicazione di cui sopra sui documenti commerciali, purché tali documenti accompagnino l'alimento cui si riferiscono o siano stati inviati prima o contemporaneamente alla consegna.

La sede dello stabilimento di produzione (art.4) o, se diverso, di confezionamento è identificata dalla località e dall'indirizzo dello stabilimento. L'indirizzo della sede dello stabilimento può essere omesso qualora l'indicazione della località consenta l'agevole e immediata identificazione dello stabilimento.
Può, inoltre, essere omesso nel caso in cui:
a) la sede dello stabilimento di produzione, o se diverso, di confezionamento coincida con la sede già indicata in etichetta ai sensi dell'articolo 9, paragrafo l, lettera h), del regolamento (UE) n. 1169/2011;
b) i prodotti alimentari preimballati riportino il marchio di identificazione di cui al regolamento n. (CE) 853/2004 o la bollatura sanitaria ai sensi del regolamento (CE) n. 854/2004;
c) il marchio contenga l'indicazione della sede dello stabilimento.

Nel caso in cui l'operatore del settore alimentare responsabile dell'informazione sugli alimenti dispone di più stabilimenti, è consentito indicare tutti gli stabilimenti purché quello effettivo sia evidenziato mediante punzonatura o altro segno.

Restano comunque (art.1) ferme le disposizioni recate dall'articolo 119 del regolamento (UE) n. 1308/2013, in materia di etichettatura e presentazione obbligatorie dei prodotti elencati nell'allegato VII, parte II, punti da 1 a 11 e punti 13, 15 e 16, commercializzati nell'Unione europea o destinati all'esportazione.

Il presente provvedimento entra in vigore il 22 ottobre 2017.

24/08/2017

REG (UE) 2017/1495 Campylobacter CARCASSE POLLI DA CARNE

REGOLAMENTO (UE) 2017/1495 DELLA COMMISSIONE del 23 agosto 2017 che modifica il regolamento (CE) n. 2073/2005 per quanto riguarda il Campylobacter nelle carcasse di polli da carne.

Esso si applica a decorrere dal 1 gennaio 2018.

23/06/2017

DLgs. 29/2017 DISCIPLINA SANZIONATORIA MOCA

D.Lgs. Governo 10 febbraio 2017, n. 29 Disciplina sanzionatoria per la violazione di disposizioni di cui ai regolamenti (CE) n. 1935/2004, n. 1895/2005, n. 2023/2006, n. 282/2008, n. 450/2009 e n. 10/2011, in materia di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari e alimenti.
Il recente Decreto Legislativo n.29 del 10.02.2017, Disciplina sanzionatoria per la violazione di disposizioni di cui ai regolamenti (CE) n. 1935/2004, n. 1895/2005, n. 2023/2006, n. 282/2008, n. 450/2009 e n. 10/2011, in materia di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari e alimenti è in vigore dal 2 aprile 2017 e detta la disciplina sanzionatoria applicabile ai rispettivi casi di violazione della normativa europea. Il documento si applica potenzialmente, a chiunque produce, fabbrica, trasforma, importa e immette sul mercato materiali e oggetti disciplinati dai Regolamenti, destinati a venire a contatto con gli alimenti.

14/06/2017

LINEA GUIDA - ISTRUZIONI OPERATIVE - ETICHETTATURA LATTE

Linee guida recante istruzioni operative per l’indicazione dell’origine del latte in etichetta (D.M. 990 del 28 marzo 2017) - MInistero delle politiche Agricole Alimentari e forestali

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